S/Y Best Explorer

Italian cutter, 51', from Mexico to Galapagos, Marquesas and Tahiti, then to Fiji, Australia, Solomon Islands, Philippines, Japan and Northeast Passage to Tromsø

21 July 2017 | The Passage
19 July 2017 | Batanta
18 July 2017 | Helena Marina Sorong
11 July 2017 | Penumu, Raja Ampat, Irian Jaya
10 July 2017 | Batanpele, Irian Jaya
09 July 2017 | Gam, Irian Jaya
06 July 2017 | Sorong, Irian Jaya
13 September 2016 | Coral sea
10 July 2016 | Neiafu
02 July 2016 | Beveridge Reef
30 June 2016 | Beveridge Reef
30 June 2016 | Beveridge
24 June 2016 | Palmerston
22 June 2016 | Rarotonga
14 June 2016 | In rotta per Rarotonga
11 June 2016 | Maupihaa
19 May 2016 | Tra Raiatea e Huaine
13 May 2016 | Papeete
17 October 2015 | Port Phaeton, Tahiti

La giungla tutto intorno

21 July 2017 | The Passage
Nanni
The Passage e' di fronte a noi. Il cielo e' grigio e continua a cadere la pioggia, ora piu' rada, ora insistente e molto bagnata. Domani lo passeremo, ma questa sera cerchiamo un ancoraggio da questa parte. The Passage e' un canale naturale stretto che divide due isole cui si arriva solcando una grande baia stretta verso sud da isolette che la proteggono da quel po' di onde che riescono ad arrivare fin qui dal Pacifico. La baia prosegue verso ovest con un imbuto che porta al canale, ma proprio prima di arrivarci si addentra nell'isola a sud con una serie di insenature tagliate nel calcare carsico che si ricopre completamente di alberi e altra vegetazione. Scorriamo con prudenza davanti alle insenature, perche' il nostro ecosonda funziona male e ci indica la profondita' solo quando gli pare. Il cielo grigio rende a specchio la superficie del mare e a causa del riflesso non distinguiamo le eventuali variazioni di colore che ci avviserebbero in tempo della vicinanza del reef. Vediamo l'acqua scura riflettere le pareti verticali delle insenature e ci interroghiamo sulla possibilita' di tendere un paio di cime fra gli alberi delle rive invece di calare l'ancora. Un portale si apre tra due roccie a picco e nella totale calma di vento e di mare ci fidiamo ad entrare per esplorare il bacino interno che ci pare promettente. L'ecoscandaglio si degna di informarci che qua e la' il fondale si alza fino a 15 metri, una buona profondita' per ancorarsi. Tutt'intorno la foresta fittissima incombe su di noi. Il silenzio e' magico. Il motore sussurra al minimo. troviamo un albero adatto per la cima da stendere a poppa e caliamo l'ancora a una decina di metri da un ulteriore portale che da' accesso a un secondo bacino interno piu' piccolo nel quale non ci fidiamo ad entrare. Giu' l'ancora e marcia indietro, lenta, fino a una ventina di metri dal'albero prescelto. Gommone in acqua, cima a bordo e acrobatico nodo sul tenace tronco, forza sul verricello e la catena dell'ancora si tende sistemandoci sicuri per la notte. Sono ormai le sei di sera e spento il motore ci sediamo sull ponte. Nel silenzio riconquistato i versi misteriosi degli uccelli animano le quinte della foresta che rimandano l'eco delle nostre voci. Uno scenario antico e vergine, isolato da tutto il resto del mondo, rende facili i voli della fantasia verso epoche remote, popolate da pirati e intrepidi esploratori. Cala la notte e i fantasmi delle nuvole che ancora si attardano nel cielo sembrano svanire e promettere finalmente una giornata di domani con tempo migliore. Gli insetti alla fine ci cacciano sotto coperta a rivivere le avventure della giornata intorno all'ottagono.

Lucciole

19 July 2017 | Batanta
Nanni
E' scesa la notte. Senza luna e senza stelle. Il cielo coperto di nubi mantiene ancora una qualche luminosita', sufficiente a mostrare il profilo delle colline intorno all'ancoraggio, completamente nere. Gli occhi che si sono adattati al buio percepiscono dei punti di luce intermittente. La quinta di foresta alla nostra dritta ne ospita piu' di una decina: sono alberi coperti di lucciole! Ogni albero lampeggia con un suo ritmo diverso dagli altri. Non sono mangrovie, questo e' certo, infatti la fascia accanto all'acqua dove esse crescono e' completamente buia. Anche le altre parti della foresta sono buie, solo di fianco a noi si recita lo spettacolo. Chissa' che alberi sono. Le luci non sono intense, ma un po' sfocate e prendono a risolversi in punti separati solo se si guardano col binocolo. La sera e' sorprendentemente fresca e la brezza e' secca. Rimanere fuori sul ponte ad ammirare la rappresentazione e' piacevole. Oggi ci siamo concessi una sosta. Abbiamo puntato col gommone sulla baia a est della nostra, navigando a velocita' ridottissima accanto alle mangrovie e sfiorandone le radici. La foresta, da cosi' vicino, e' impressionante per la sua maestosita'. Alberi diversissimi, a volte coperti di festoni di epifite, taluni svettanti per decine di metri sopra la volta verde delle fronde, si affollano a coprire ogni centimetro di terreno. pesciolini minuti guizzano spaventati dal nostro arrivo. Vediamo solo pochissimi uccelli e il nostro disappunto sarebbe grande se all'improvviso non si alzasse da un albero una volpe volante, la piu' grande che ci sia mai capitato di vedere, con le ali membranose color caffelatte assai piu' ampie di un metro che la portano rapidamente fuori della nostra vista. Concludiamo la gita con un bagno tra splendidi coralli che crescono su un promontorio subacqueo nel bel mezzo della baia. In barca un acquazzone fuori misura ci ripulisce dal sale del bagno e ci prepara per il tardo pranzo. Domani traverseremo un braccio di mare verso nord dove ci attende uno dei piu' celebrati siti da immersione e snorkeling della zona.

Tra le mangrovie

18 July 2017 | Helena Marina Sorong
Nanni
Cosa ci può essere di più simpatico che non trovarsi tra vecchi amici in capo al mondo? L'altra sera, prima di lasciare l'ancoraggio un tantino esposto davanti all'isoletta di Doom, Sorong, Irian Jaya, Indonesia, ci siamo trovati a cenare insieme con una preziosa bottiglia di rosso australiano sul tavolo elegante e ben apparecchiato della loro barca. Ancora meglio: Alice, ancora febbricitante, ha superato stoicamente il suo malessere e ci ha incantati con i racconti della spritualità degli indiani d'America tra cui ha trascorso recentemente alcuni mesi, non contenta di averci ammaliato con le affascinanti avventure nei dintorni di Capo Horn. Non potevo distogliere lo sguardo dalla luce che brillava nei suoi occhi, malgrado avessi accanto Federico che aveva non meno eccitanti avventure da raccontarci. Incontri così sono davvero un prezioso ricordo da portare con sè per molto molto tempo. Ma si deve procedere e con Mauro appena arrivato dalla Svizzera, pur essendo italiano, il giorno dopo eccoci a vivere un breve viaggio che ci ha fatto sentire nel mezzo della selvaggia Amazzonia, mentre si era a poche centiania di metri dall'aeroporto e dall'autostrada che lo collega a Sorong. Helena Marina, un nome che riflette più il futuro che la realtà, si trova circa cinque miglia a monte di un fiume. La foce è sbarrata da bassifondi così traditori che perfino noi a marea crescente e con il nostro ridotto pescaggio ci siamo arenati malgrado la guida del proprietario del marina. Le rive bordate di mangrovie fittissime, il silenzio, le rare canoe monossile che ancora si usano da queste parti lo rendono un percorso emozionante e quanto mai esotico. Il marina è effettivmente molto elementare e piccolo, ma siamo certi che sarà più che raddoppiato quando torneremo a novembre per prenderci cura della barca: stanno lavorando alacremente all'espansione. Intanto la cortesia e la simpatia del personale sono superiori ad ogni elogio. Unico serio problema: la strada di accesso è una traccia di fango con profondi solchi dei camion che stanno lavorando e migliorarla e per il momento è inaccessibie salvo che con un potente fuoristrada, e anche così ti regala qualche emozione. Ora ci prepariamo a ripartire per qualche giorno, sperando che l'alta marea di quadratura, tra le minime dell'anno, ci lasci passare dalla barra d'ingresso senza difficoltà. ............. Riprendo a scrivere da Batanta: siamo passati senza incidenti dai bassifondi e ora siamo di nuovo ancorati a Batanta con la foresta intorno noi. Differente ambiente, ma sempre solitario e gratificante. Naturalmente piove, come fa tutte le sere, se va bene: e' la stagione! Un bagno nell'acqua calda, tranquilla e trasparente, malgrado si avvicinasse la sera, ci ha rinfrescato un po'. Ora speriamo che la pioggia non le disturbi troppo, perche' ameremmo davvero riverdere gli alberi illuminati dalle lucciole.
Vessel Name: Best Explorer
Vessel Make/Model: Best 51'
Hailing Port: Santa Margherita Ligure, Italy
Crew: Skipper: Nanni, Crew: friends
About: Sailed in 2012 the North West Passage, first Italian boat and Italian crew ever.
Extra: Sailed in 2013: Alaska and British Columbia Sailing in 2014: North American Pacific Coast and Baja California 2015, crossing the Pacific to Galapagos, Marquesas, Tahity and further
Home Page: http://www.nordovestitalia.org
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