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Ilhia Grande (Rio) - Martinica
L'Isola dei delfini
Giulio Todescan
01 December 2012 | Firenze
Il geografo informa

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Fernando de Noronha è un arcipelago situato a circa 350 chilometri dalle coste brasiliane, nell'Oceano Atlantico. Amministrativamente si tratta di un comune speciale (distrito estatal) dello stato di Pernambuco (capoluogo Recife).

Le isole principali dell'arcipelago sono la parte visibile di una catena montuosa sottomarina. L'arcipelago è formato da 21 isole, isolette e scogli di origine vulcanica; l'isola principale si estende su di un'area di 18 chilometri quadrati, con una lunghezza massima di 10 chilometri e una larghezza massima di 3,5 chilometri. La base di questa enorme formazione vulcanica si trova 756 metri al di sotto della superficie dell'oceano, mentre la vetta più alta dell'isola è il Morro do Pico (323 m) che anche meta di climbers esperti. Gli abitanti sono circa 3000.

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L'isola maggiore quella dove è approdato il Majaguana ha un piccolo porto,

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dà il nome all'intero arcipelago e rappresenta da sola il 91% dell'intera superficie delle isole. Le altre isole sono Rata, Sela Gineta, Cabeluda e São Jose, oltre alle due isolette di Leão e Viúva.

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Le spiagge più belle si trovano lungo la costa occidentale dell'isola

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Partendo dalla Fortezza Nos Sennora de Los Remedios e procedendo verso sud si incontrano la Praja do Cachorro o de Meio

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Praia Concecao

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Praia Boldro

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Praia Cocimba de Padre

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Praia do Sancho

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Scogli Dos Irmaos

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Le onde atlantiche si smorzano sulle lunghe spiagge

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per la gioia dei surfisti

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Il clima è tropicale, con due stagioni ben definite: la stagione delle piogge, che va da gennaio ad agosto, e la stagione secca, nel resto dell'anno. Sfortunatamente la vegetazione originaria dell'isola è stata abbattuta in passato: oggi non restano che rampicanti e arbusti.

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L'attrazione principale dell'arcipelago consiste nella flora e fauna marina: si possono infatti vedere, fra gli altri, tartarughe, delfini e albatros.

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Il mare intorno all'isola è particolarmente ricco di cibo per tonni, pescicani, tartarughe e mammiferi marini.

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Questo luogo è sede della più grande concentrazione di uccelli marini tropicali dell'Atlantico occidentale.

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La Baia di Golfinhos ha una eccezionale popolazione di delfini stanziali

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e in bassa marea l'atollo Rocal

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fornisce una vista spettacolare di lagune e pozze brulicanti di pesci.

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La scoperta dell'arcipelago è segnata da molte controversie. Venne avvistato da diverse spedizioni negli anni 1501, 1502 e 1503 e gli venne attribuito il nome di Ilha da Quaresma (Isola della Quaresima). Ma il visconte di Santarém ne attribuì la scoperta a Gaspar de Lemos, capitano della nave appoggio della flotta di Pedro Álvares Cabral, rimandato in Portogallo con la notizia della scoperta del Brasile. Gli storici moderni, comunque, accreditano della scoperta dell'arcipelago la spedizione del 1501 - 1502 condotta dall'esploratore portoghese Fernão de Noronha, cui infatti è intitolato. Il primo a descrivere l'arcipelago di Fernando de Noronha fu il navigatore fiorentino Amerigo Vespucci, nel 1503.
Molto tribolata fu anche la storia dell'arcipelago: nel 1534 le isole vennero invase dall'esercito inglese, mentre fra il 1556 e il 1612 fu un possedimento francese. Nel 1628 venne occupato dagli olandesi, sconfitti due anni più tardi da una spedizione militare congiunta spagnolo-portoghese, agli ordini di Rui Calaza Borges.
Gli olandesi occuparono nuovamente le isole nel 1635 per impiantarvi un ospedale per le proprie truppe che avevano occupato la costa nord-orientale del Brasile. L'arcipelago venne ribattezzato Pavonia, in onore di Michiel de Pauw, uno dei direttori della Compagnia Olandese delle Indie Occidentali. Dopo altri 20 anni vennero riconquistate dai portoghesi.
Nel 1736, trovando l'arcipelago disabitato e completamente abbandonato, la Compagnia Francese delle Indie Orientali lo occupò e lo ribattezzò Isle Dauphine. Solo nel 1737, con l'espulsione dei francesi, le isole vennero definitivamente occupate dal Portogallo, che decise di fortificarle. Per questo scopo vennero costruite 10 fortezze nei punti strategici dell'arcipelago, dove era prevedibile che sarebbe avvenuto un eventuale sbarco di invasori (come si vede chiaramente nella foto:

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Delle fortezze, 9 furono edificate sull'isola principale e una sull'Ilha de São José. Le fortezze vennero interconnesse da strade in pietra.
Nel 1770 venne fondato il primo insediamento permanente, Vila dos Remédios. Il villaggio era diviso in due parti: nella metà superiore si trovavano gli edifici amministrativi, mentre nella metà inferiore era la chiesa con gli altri edifici a carattere religioso.
Con l'indipendenza del Brasile dal Portogallo, ottenuta nel 1822, le cose per l'arcipelago non cambiarono un gran che. Agli inizi del XX secolo gli inglesi fornirono cooperazione tecnica per i collegamenti telegrafici. Più tardi il loro posto venne preso dai francesi e dagli italiani dell'Italcable.
Nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, l'arcipelago divenne un territorio federale che comprendeva anche l'Atol das Rocas e l'Arquipélago de São Pedro e São Paulo, e i prigionieri ordinari e politici vennero mandati nella locale prigione. Nel 1988 il 70% dell'arcipelago venne dichiarato parco nazionale marittimo, per preservare ciò che restava dell'ambiente terrestre e marino.
Il 5 ottobre 1988 il territorio federale venne dissolto ed aggiunto allo stato di Pernambuco .
Oggi l'economia di Fernando de Noronha dipende dal turismo, regolamentato per la delicatezza del suo ecosistema. Nel 2001 l'arcipelago è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
Fernando de Noronha è il sito più famoso di tutto il Brasile per le immersioni. In immersioni fra i 25 e i 40 metri di profondità si possono trovare acque calde e un'esuberante fauna acquatica.
La maggior parte della vegetazione originaria è stata abbattuta nel corso del XIX secolo, quando le isole erano usate come prigione, per eliminare possibili nascondigli per i prigionieri.
Successivamente sono state introdotte specie aliene:
▪ lino, per essere usato come cibo per il bestiame;
▪ un tipo di lucertole, Tupinambis merianae, introdotto negli anni cinquanta per controllare la popolazione di ratti. Ironicamente questo espediente non ha funzionato, perché le lucertole sono diurne e i ratti notturni. Ora anche le lucertole sono considerate una piaga, visto che si cibano principalmente di uova d'uccello.
una specie di cavie, Kerodon rupestris, introdotta negli anni sessanta dai militari con lo scopo di fornire un divertimento ai soldati, come obiettivi da cacciare.
Alcune delle foto sono state fatte da me e Marinella in un bellissimo viaggio fatto con Franco e Rita Cambi nel 1999

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